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Integrazione naturale: quanto è importante?

7 min
di Raffaella Rognoni

Integrare e integrazione naturale sono concetti chiave nel coaching e sono una fase fondamentale del processo stesso. Per quale motivo è così importante l’integrazione naturale? Perché solo quando integriamo, risolviamo e stiamo bene. Integrare significa mettere in equilibrio, in armonia. Capita ad ognuno di noi di sentirsi sbilanciato o riconoscere le proprie credenze limitanti nei confronti di alcuni argomenti. Ad esempio, puntare l’attenzione solo al bene senza riconoscere il male o soffermarsi sul femminile disprezzando il maschile o viceversa.

Dalla polarizzazione all'integrazione naturale

Siamo polarizzati su una parte, senza vedere l’altra e sentiamo che questo ci fa stare male. E’ utile e importante in questi casi procedere ad una fase di integrazione: prendere consapevolezza che sono in gioco due parti, riconoscere entrambe e comprendere che sono elementi della stessa medaglia, per così dire.

E dunque, femminile e maschile, giorno e notte, bene e male, controllo e lasciare andare, fiducia e sfiducia, paura e coraggio e così via fanno parte di un’unica cosa una volta in equilibrio. Questo permette di vivere in leggerezza e presenza. La dualità diventa uno. Non può esistere una parte senza l’altra.

Quando il processo di integrazione sarà compiuto ci sentiremo leggeri, puri e tutto scorrerà con fluidità. Anche le nostre reazione verranno meno. Non ci arrabbieremo più quando sentiremo parlare di alcune cose. Saremo tranquilli. Ebbene sì, potremmo sentire bisogno di integrazione anche attraverso le nostre reazioni.

Cosa ci fa arrabbiare? Ci sono temi che suscitano in noi subito una risposta istintiva? Vi porto un esempio: mettiamo che mi facciano arrabbiare e suscitino in me una risposta reattiva le ingiustizie. Dovrei innanzitutto chiedermi: “cos'è ingiustizia?” e poi “cos'è giustizia?” e rispondere immediatamente. Tali domande, per arrivare ad una integrazione dovranno essere ripetute in modo alternato fino a quando sentiremo un nuovo stato in noi, uno stato di pace e di calma. Sentiremo, inoltre, che si è liberato spazio. Questo sarà il segnale del nostro essere arrivati all'equilibrio, all'integrazione di quelle parti.

Spesso nelle persone ho ritrovato da integrare controllo e lasciare andare, giudizio e apertura, sfiducia e fiducia, paura e coraggio, ma anche femminile e maschile, bene e male. E tu cosa senti di dover integrare?

Integrazione dei livelli di coscienza: i bisogni secondari

Il bisogno di integrazione può essere, inoltre, riferito ai nostri livelli di coscienza. Ad esempio poniamo che il nostro obiettivo sia quello di fare sport, migliorare il nostro stato di salute. Può accadere che dall'idea all'azione ci sia una blocco: è difficile passare all'azione, inconsapevolmente ci boicottiamo di continuo.

In questo caso il livello conscio ha chiaro l’obiettivo, ma facilmente il livello inconscio ha tutta una serie di resistenze ad agire verso la nuova direzione. Potremmo verificare a questo punto se la resistenza è legata a bisogni secondari: dobbiamo partire dal presupposto che tutto ciò che il nostro sistema ci suggerisce di perseguire o meno è sempre per il nostro bene.

Chiedendoci: cosa soddisfa il mio stare nella condizione pregressa? O cosa può accadere se modifico le mie azioni?, comprenderemo se sussiste un forte bisogno secondario a resistere al cambiamento. Allora sarà su questo livello che dovremmo intervenire. E comunque già riconoscere e lasciare andare la resistenza, alleggerirà il nostro stato.

Il corpo è duale e da integrare

Inoltre, se ci pensiamo, il nostro corpo è duale: parte destra e parte sinistra. Anche queste sono parti da integrare. Usate più la gamba destra o sinistra? Quando siete seduti o scrivete pendete da una parte? Quale mano usate di più per fare le cose? Vedete meglio dall'occhio destro o dal sinistro? Qual è l’orecchio che sente meglio? Tutto questo si ricollega ai nostri emisferi cerebrali, destro e sinistro.

A tal proposito vi propongo dei semplicissimi esercizi fisici di integrazione naturale, secondo la metodologia del Brain Gym, ginnastica per il cervello. Può essere molto utile ripeterli più volte nel corso della giornata, soprattutto quando ci sentiamo un po’ fuori fase. Il ciclo degli esercizi che vi presento è chiamato P.A.C.E. (positivo, attivo, chiaro ed energetico).

Si parte dalla E sorseggiando dell’acqua, per ridare energia e pulizia al nostro corpo, si va a C picchiettando con le due dita e con l’altra mano sul diaframma. Mentre picchiettiamo i nostri occhi con la testa ferma si muovono a destra e sinistra. Questo movimento è chiamato punti del cervello in quanto crea chiarezza visiva.

Ci sia attiva poi con il Cross Crowl che ci aiuta a rilasciare tensione: si lavora sull'incrocio di braccia e gamba. Si alza la gamba destra e si avvicina il braccio sinistro e poi si alza la gamba sinistra e si avvicina il braccio destro per più volte. Si conclude con P, esercizio suddiviso in due fasi 1.incrocio e 2.calamita. Incrociamo braccia e gambe e poi ci sleghiamo aprendo le braccia e lasciando i palmi delle mani aperti.

A questo punto lasciamo che le mani si attraggano, sentirete infatti come se ci fosse una calamita. Una volta che i due palmi sono uniti stringete le mani. Anche questo è un potente esercizio di integrazione celebrale. Questi esercizi ci aiuteranno a sentirci integrati, in equilibrio. E tornare ad uno stato di integrazione naturale.

E se ancora non bastasse ci vengono in aiuto dei veri e propri integratori naturali: Immunilflor, Vitamina C, Melatonina Pura, Erbe della notte. Prodotti naturali che naturalmente ci aiutano a ridare equilibrio al nostro sistema per sentirci nuovamente energici e pronti ad affrontare la vita.

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