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Resilienza e stress: l’allenamento per fronteggiare gli eventi difficili

Resilienza e stress: l’allenamento per fronteggiare gli eventi difficili

8 min
di Pietro Trabucchi

Psicologo dello Sport

Resilienza: di cosa si tratta?

Se dovessi descrivere in modo poetico la “resilienza” direi che è la capacità umana di affrontare l’ignoto, di rialzarsi sempre, di continuare a sperare nei giorni più bui, di saper sopportare le avversità. Da uomo di scienza, invece, la definirei come una dimensione motivazionale. Ovvero come la capacità della motivazione di rimanere integra di fronte agli stimoli stressanti, agli eventi negativi, agli insuccessi e alle difficoltà. Scopriamo insieme qualcosa in più sul concetto di resilienza contro lo stress e quali sono le indicazioni pratiche e i buoni consigli per allenare la nostra capacità di far fronte ad eventi che possono rappresentare una fonte di stress e ansia.

Ho cominciato a studiare il concetto di resilienza psicologica una quindicina di anni fa, quando era praticamente sconosciuto, eccetto che per gli addetti ai lavori. Ho iniziato a studiarlo nella popolazione che rappresenta il mio target professionale (gli atleti di alto livello e gli autori di performance straordinarie) per analizzare e comprendere i meccanismi psicologici che agiscono dietro le loro prestazioni.

Se ci pensiamo bene infatti, il mondo dello sport estremizza lo stress e premia chi lo sa gestire meglio. Di conseguenza, ogni atleta dovrebbe caratterizzarsi per essere – per prima cosa - qualcuno molto abile nel fronteggiare le difficoltà. Qualcuno disposto ad affrontare un problema dietro l’altro, a misurarsi con tutti i tipi di disagio, a reggere a stress notevolissimi. Qualcuno – per farla breve - molto resiliente. Non importa a quale disciplina appartenga. Che sia un podista, un nuotatore, un ciclista. Per prima cosa un atleta dovrebbe essere qualcuno strutturato per affrontare le difficoltà.

Tuttavia, considerare la resilienza solo una cosa “per sportivi” è riduttivo. Lo sport stesso, in fondo, non è altro che una metafora della vita reale. La resilienza è una caratteristica umana trasversale, qualcosa che appartiene a tutti noi. A volte possiamo trovare più resilienza in un orfanotrofio o in un reparto oncologico che in un’intera squadra olimpica. Il periodo attuale, con tutto lo stress prodotto dall'insicurezza, dalla paura, dai lutti richiede molta resilienza. Eppure, la resilienza è quello che ci tiene in piedi: l’antidoto allo sconforto, al crollo emotivo, al panico o più semplicemente alla demotivazione e alla passività.

Si può allenare la resilienza?

Una caratteristica molto interessante della resilienza è che non si tratta di una capacità innata. L’ambiente socio-culturale, le esperienze e lo stile di vita lo determinano in misura maggiore di qualsiasi gene. Questo vuol dire che la resilienza è una caratteristica allenabile. Cosa possiamo fare, allora, per allenarci? Non si tratta solo di fare degli esercizi, quanto di implementare una serie di cambiamenti nel nostro stile di vita e nel nostro mind-set.

Con quest’ultimo termine si intende la nostra mentalità, il modo in cui vediamo il mondo e leggiamo gli eventi. Infatti, i nostri comportamenti quotidiani sono determinati dalla visione del mondo che ci portiamo dentro. Per esempio una persona con un mind-set “fatalista” è portata a pensare che la propria salute non sia determinata dai suoi comportamenti. Piuttosto che essa dipenda dal “destino” o dal “caso”. Di conseguenza, in un periodo di emergenza come questo, una persona del genere sarà meno attiva nell’occuparsi della propria salute, nel curare l’alimentazione, nel cercare di ridurre attivamente lo stress. La conseguenza è che un simile soggetto sarà più esposto alla malattia di chi è invece caratterizzato da un mind-set proattivo e ritiene che il proprio benessere sia frutto in gran parte del proprio comportamento.

Esercizi e indicazioni pratiche

Chiarito il fatto che la resilienza non è questione di singoli esercizi, ma consiste in un cambio di mentalità e di stile di vita, vorrei comunque lasciarvi alcune indicazioni pratiche.

Togliere lo stress auto-prodotto eliminando il vittimismo

Il vittimismo rimane una grande tentazione per gli esseri umani e molto dello stress che viviamo ce lo procuriamo gratis da soli. Di fronte agli eventi sfavorevoli possiamo essere classificati in base all'utilizzo prevalente di uno o l’altro di due atteggiamenti fondamentali. Rimboccarsi le maniche e agire per cambiare le cose che possiamo cambiare, accettando quelle che non possiamo modificare. Oppure lasciarsi andare all'autocommiserazione e al vittimismo. Quest’ultima opzione non modifica la nostra situazione e produce solo un cronico spreco di energia. Inutile recriminare su come era bello il passato. Il mondo è cambiato e non tornerà più indietro. Che ci piaccia o no. Compiangersi rappresenta uno spreco di energia che non possiamo permetterci. Meglio accettare quello che non possiamo modificare e concentrarsi su tutto quello che possiamo fare per migliorare la nostra situazione.

La resilienza si nutre di auto-disciplina

Bisogna crearsi routine quotidiane che strutturino la giornata. Senza una routine il rischio è procrastinare, deprimersi, spostare l’attenzione dall'azione alla lamentela. Le routine sono parte di quelle che vengono definite strutture di impegno, cioè dispositivi che ti permettono di focalizzare l’impegno invece che disperdere le energie. Pensiamo allo smart working: lavorare da soli chiede una resilienza molto maggiore perché all'interno di un’organizzazione l’impegno è modellato da una serie di vincoli (la presenza, del capo, i colleghi, le scadenze visibili). Lavorare da casa richiede molta più forza di volontà ed autodisciplina: fissare delle routine e degli obiettivi a breve termine può quindi essere di grande aiuto.

Esercizio fisico

Anche fare esercizio fisico in una situazione più difficoltosa di prima è qualcosa che unisce tre benefici per la resilienza: occorre autodisciplina e forza di volontà, riduce lo stress e obbliga ad organizzarsi e fissarsi degli obiettivi. Un mindset resiliente ti consente di vedere il lockdown in modo paradossale, come un’estremizzazione delle condizioni di allenamento. Allenarsi in casa, infatti, è come indossare uno zaino pesante per andare a correre: si rendono le condizioni di gioco più difficili per allenare di più la volontà e la concentrazione.

Cosa aspettate? Iniziate a lavorare sul vostro mindset resiliente per affrontare al meglio le avversità. Un aiuto in più possono essere gli integratori naturali a base di vitamine del gruppo B e magnesio, come ad esempio la linea Serenesi della ESI che regolano il benessere della mente e favoriscono il rilassamento.

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