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Cura della tendinite: il supporto della fitoterapia

9 min
di Lorenzo Cavaleri

Cura della tendinite: come si fa?

La cura della tendinite deve essere sempre valutata e concordata con lo specialista, in alcuni casi si può ricorrere a terapie specifiche come onde d’urto o ultrasuoni e fisioterapia, ma inizialmente il riposo e la borsa del ghiaccio aiutano a ridurre il dolore associato all’irritazione.

Gli integratori fitoterapici sono quegli integratori che sono stati approvati dall’Agenzia italiana del farmaco sulla base di qualità, efficacia e sicurezza, il cui principio attivo è una sostanza vegetale.

Che cos’è la tendinite?

La tendinite è un processo infiammatorio a carico dei tendini, quelle strutture che uniscono i nostri muscoli allo scheletro, permettendo così il movimento delle articolazioni. I tendini sono costituiti al 70% circa da fibre di collagene che conferiscono al tessuto elasticità e resistenza.

Tendinite: quali sono le cause?

Principalmente le cause di irritazione tendinea sono due: la prima è quella originata dal movimento ripetuto e continuativo, la seconda è quella di origine traumatica, che si presenta soprattutto nelle persone che praticano sport.

Si parla quindi di tendiniti croniche e acute a secondo del tipo di insorgenza. I sintomi sono principalmente il dolore, la difficoltà nei movimenti e a volte può manifestarsi gonfiore a livello del tendine interessato.

Le tendiniti più comuni sono quelle a carico dell’articolazione della spalla, del gomito e del polso, del ginocchio, della caviglia e dell’anca.

Tendiniti: quali sono le più frequenti?

Le tendiniti possono colpire praticamente ogni nostra articolazione, ma sono soprattutto spalle (tendinite della cuffia dei rotatori, e altre), gomiti (epicondilite o gomito del tennista), mani (dito a scatto e altre), ginocchia (tendinite del quadricipite), caviglie (tendinite d’Achille) che hanno con maggior frequenza la predisposizione a manifestare dolore da tendinite.

Cura della tendinite: perché usare la fitoterapia?

La cura della tendinite spesso prevede l’uso di farmaci antinfiammatori che possono portare a numerosi effetti collaterali, è possibile ridurre tali effetti sostituendo i FANS con rimedi naturali, utilizzando erbe e estratti vegetali che hanno una forte azione lenitiva naturale.

Come agiscono gli integratori fitoterapici e che effetto hanno sul nostro organismo?

Per capire in che modo agisce un integratore fitoterapico bisogna rivolgere l’attenzione ai cosiddetti principi attivi, ossia quelle molecole che, estratte da una pianta o da una parte di essa, possono esplicare una precisa e caratteristica attività di prevenzione e di cura sull’uomo.

Tra gli esempi storici di principi attivi estratti dalle piante, che hanno trovato un largo impiego nella terapia medica, possiamo ricordare la caffeina che viene isolata dai semi del caffè, la morfina isolata dal latice del papavero da oppio e la chinina dalla corteccia della china.

Inoltre, poiché nei preparati a base di piante officinali si viene a determinare, in genere, la contemporanea presenza di numerose sostanze benefiche, ne deriva che accanto alla specifica attività farmacologica, venga esaltata anche quella biologica. Cioè che l’organismo umano sia sollecitato a reagire in modo autonomo, sviluppando una forte capacità di resistenza alla malattia.

Sono due i meccanismi principali che producono questo risultato:

  1. Il primo che prende il nome di sinergismo e si basa sulla constatazione che si riesce ad ottenere un migliore effetto curativo ricorrendo all’azione combinata di due o più principi attivi. In sostanza le diverse molecole assunte interagiscono tra loro stimolando l’azione reciproca e favorendone l’attività.

  2. Il secondo meccanismo consiste nella biodisponibilità ovvero nell’attenzione rivolta a far sì che si crei una favorevole compatibilità biologica tra l’organismo e il composto che vi viene introdotto.

Quali piante hanno azione lenitiva e sono considerate utili per affrontare la tendinite?

Fanno parte dei cosiddetti prodotti naturali con capacità lenitive: l’arnica, l’artiglio del diavolo, la curcuma, l’aloe vera, la boswellia e molti altri.

L'arnica (Arnica Montana)

È una pianta della famiglia delle Asteraceae il principio attivo dell'arnica più conosciuto è probabilmente l'elenalina, ed è infatti questo fitocomplesso ad apportare benefici.

L’arnica è tradizionalmente usata in caso di fastidi muscolari, distorsioni, edemi ed ematomi ha quindi proprietà antiecchimotica, analgesica e che permettono di lenire in modo naturale. L'estratto di arnica apporta benefici in caso di bruciori per ridurre il dolore e l'edema nelle tendiniti. L'uso esterno di preparazioni a base di arnica (infusi, arnica gel, creme all'arnica) è indicato per riassorbire lo stravaso negli ematomi conseguenti a contusioni e distorsioni e per contrastare i dolori muscolari e articolari.

L'Artiglio del diavolo

È una pianta erbacea perenne originaria dell'Africa meridionale e orientale. Sono le sue radici, essiccate, che vengono utilizzate per la preparazione di prodotti fitoterapici. Le virtù più note della pianta riguardano il suo potere analgesico e lenitivo.

I popoli dell’Africa del sud lo impiegano da secoli nella cura di vari problemi del sistema osteo-articolare. L’artiglio del diavolo serve soprattutto nelle situazioni che causano fastidio senza che vi sia grave compromissione articolare, quindi in caso di tendiniti e dolori diffusi all’apparato scheletrico.

Per problematiche simili si utilizza anche l'arnica, utile però solo per uso esterno. Gli effetti collaterali dell'arnica infatti non consentono l'ingestione di questa droga, mentre l'artiglio del diavolo può essere sia usato sotto forma di gel sulla cute che somministrato per via orale. Oltre a questo aspetto, si tende a optare per arnica o artiglio del diavolo in base al disturbo da trattare: l'arnica è più adatta in caso di traumi, contusioni ed ematomi, mentre l'artiglio del diavolo trova impiego anche nel dolore cronico.

La curcuma (Curcuma longa)

È una pianta che appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae. Oltre a essere un potente antiossidante e avere caratteristiche lenitive, svolge anche un'azione depurativa, coleretica e colagoga fornendo grande aiuto per il fegato e la colecisti. Molto usata e apprezzata in India e nella medicina ayurvedica, il suo nome deriva dalla lingua persianaindiana e precisamente dalla parola Kour Koum, che significa "zafferano" ed è l'ingrediente principale del curry.

L’azione lenitiva dipende dalla sua capacità di controllare diverse molecole promotrici dell’irritazione. Studi clinici hanno dimostrato che la somministrazione di curcuma per un periodo di sei settimane ha portato un significativo miglioramento del dolore e della flessibilità articolare.

L'aloe vera

È conosciuta da millenni per le sue proprietà medicinali: è citata nell'Antico Testamento, nei Vangeli e in documenti antichissimi che tramandano l'uso dell'Aloe presso gli Egizi, i Cinesi, gli Indiani e i popoli Arabi. Ippocrate, il padre della medicina occidentale, cita ripetutamente l'uso dell'aloe nei suoi trattati, decantandone le proprietà rigeneranti, disinfettanti.

Infatti l’aloe contiene numerosi principi attivi ad attività lenitiva (acido salicilico, steroli) rendendola quindi indicata per inibire i disturbi tendinei.

La boswellia

È una resina estratta dalla Boswellia serrata, pianta della famiglia delle Burseraceae. Nota per le proprietà lenitive e analgesiche naturali, è utile per dolori muscolari, alleviare gli stati di tensione localizzata e favorisce la funzionalità articolare.

La boswellia ha anche azione analgesica e sedativa, utile in patologie come artrite e artrosi, in particolare per il mal di schiena e le lombalgie.

Cura della tendinite: conclusioni

Le tendiniti possono avere un'insorgenza rapida ma un decorso alla guarigione relativamente lungo. Quando non è previsto un approccio chirurgico è utile affrontare il dolore associato e preservare la salute dei nostri tendini associando alle terapie farmacologiche e strumentali anche l’approccio fitoterapico.

 

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