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Intestino irritabile: i cibi da prediligere e quelli da evitare

Intestino irritabile: i cibi da prediligere e quelli da evitare

6 min
di ESI

La sindrome dell'intestino irritabile colpisce una percentuale crescente della popolazione pari al 3-5% degli adulti. Sono più soggette a questa problematica le donne rispetto agli uomini, soprattutto in concomitanza di particolari eventi o situazioni stressanti. Si tratta di un disturbo associato a forti dolori addominali che riescono a calmarsi solo dopo l'evacuazione.

La corretta funzionalità dell'intestino viene alterata e possono alternarsi periodi di stipsi ad altri di dissenteria. Continua a leggere l’articolo per scoprire quali sono le cause, i principali sintomi e la corretta alimentazione da seguire.

Le cause dell'intestino irritabile e i principali sintomi associati

Molte sono le cause alla base della comparsa dell'intestino irritabile e, tra queste, vi sono:

  • alterazione della motilità intestinale;
  • alterazione del microbiota;
  • fattori di tipo biologico, come infezioni e infiammazioni dell'intestino;
  • utilizzo di alcuni farmaci.

Anche gli aspetti psico-emotivi rivestono un ruolo fondamentale per cui grandi stress, ansia, paura o emozioni forti possono influenzare la corretta funzionalità del nostro intestino che, proprio per questo motivo, viene considerato il “secondo cervello” del corpo umano.

I sintomi tipici di questo disturbo sono definiti da criteri internazionali, in base ai quali si parla di intestino irritabile nel caso in cui sia presente un dolore addominale ricorrente (ovvero con una frequenza di almeno una volta a settimana negli ultimi 3 mesi), insorto almeno sei mesi prima della diagnosi, associato ad alterazioni della frequenza della defecazione e dell'aspetto delle feci.

Inoltre è possibile presentare anche gonfiore addominale, evacuazione difficile, crampi, stanchezza e spossatezza, difficoltà a mantenere e conservare la concentrazione, problemi legati all'addormentamento e alla qualità del sonno e squilibri del tratto urinario.

Come comportarsi in presenza della sindrome dell'intestino irritabile

Nel caso in cui venga diagnosticata tale sindrome è necessario intervenire per alleviare i dolori e migliorare la qualità della propria vita. In realtà, non è possibile nella maggior parte dei casi risolvere definitivamente questa problematica, così come non esiste una sola tipologia di rimedio, ma ogni caso deve essere analizzato a sé stante, agendo su più fronti. Vediamo insieme alcune buone abitudini.

  • Adottare un regime alimentare idoneo e corretto basato su una dieta a basso contenuto di carboidrati poco assorbibili e ad alta capacità di fermentazione che richiamano nell'intestino una grande quantità di acqua e sono difficili da digerire. Si tratta, in generale, di alimenti che contengono un'elevata concentrazione di fibra insolubile.
  • Fare attività fisica costante e avere uno stile di vita sano e regolare.
  • Cercare di ridurre lo stato di stress e spossatezza.

L'importanza dell'alimentazione per la salute dell'intestino

In caso di problematiche legate all'intestino, l'alimentazione assume un ruolo determinante. Un percorso di educazione alimentare è quindi fondamentale per sapere quali alimenti eliminare, quali ridurre e come abbinarli tra di loro.

Si consiglia, in generale, di mangiare lentamente, masticando con cura e di evitare di saltare i pasti. Mangiare cinque pasti al giorno, così da evitare di sovraccaricare eccessivamente l'apparato digerente. Prediligere metodi di preparazione dei piatti leggeri e semplici come la bollitura, la cottura al forno, al vapore e alla piastra.

Durante la giornata, poi, sarebbe opportuno bere almeno 1,5-2 litri di acqua e scegliere un'alimentazione semplice e leggera basata su proteine magre, pane e pasta integrale, frutta poco zuccherina e verdure a foglia verde.

Alimenti da prediligere 

Nel dettaglio, tra gli alimenti da prediligere troviamo:

  • verdure ricche di acqua come insalata, spinaci, cetrioli, rape, ravanelli, carote, melanzane, fagiolini e zucchine
  • riso, avena, orzo, grano saraceno, quinoa e miglio
  • mirtilli, fragole, banane, agrumi e kiwi
  • noci, pinoli e arachidi,
  • carne, pesce, uova
  • formaggi stagionati e a pasta dura e latticini privi di lattosio.

Alimenti da evitare  

Per quanto riguarda invece, gli alimenti da evitare, possiamo menzionare:

  • prodotti lattiero caseari
  • carboidrati complessi e pesanti
  • bibite gassate che possono aumentare il gonfiore intestinale
  • alcune tipologie di frutta come mango, mela, pera, prugne, pesche, ciliegie, albicocche, fichi, datteri, susine
  • pistacchi e anacardi
  • legumi
  • bevande a base di caffeina e di teina
  • cioccolato
  • bevande alcoliche
  • alimenti grassi, fritti e trasformati
  • aglio, cipolle, broccoli e cavolfiori.

In caso di stipsi frequente, si possono prediligere cibi con un'alta concentrazione di fibre solubili che stimolano, quindi, in maniera completamente naturale l'evacuazione. Esempi di questi alimenti sono le zucchine, gli spinaci e il kiwi. Al contrario, se la problematica è associata a frequenti scariche diarroiche, si devono evitare tutti questi prodotti.

Non si deve dimenticare, comunque, che l'alimentazione deve essere quanto più varia e bilanciata per evitare di incorrere in carenze nutrizionali. Se tutto ciò non fosse sufficiente è possibile ricorrere anche all’utilizzo di integratori alimentari a base di ingredienti naturali che favoriscono la regolarizzazione delle funzionalità intestinali, riducendo pesantezza e gonfiore addominale.

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