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La salute parte dall’intestino: l’importanza di un microbiota sano

6 min
di Federico Balocchi

Un intestino sano è importante per il benessere di tutto il corpo.
Questo è possibile solamente mantenendo il nostro microbiota in equilibrio.

L’importanza di un intestino in salute

La medicina ayurvedica parlava dell’importanza dell’intestino come “centro del benessere” già 4000 anni fa e successivamente anche Ippocrate, il padre della medicina, sottolineava come tutte le malattie avessero origine proprio nell’intestino.
Al giorno d’oggi, sempre più studi confermano l’importanza di questo organo, non solo ai fini digestivi, ma anche nel regolare il metabolismo e il sistema immunitario.

L’intestino, infatti, non è solo un organo, ma un vero e proprio ecosistema, dove coesistono migliaia di batteri, funghi e virus, che vanno a formare il cosiddetto microbiota.
Il tratto intestinale comincia a essere colonizzato da virus e batteri con il parto e con i primi contatti col mondo esterno. Il microbiota si viene quindi a formare nei primi anni di vita ed è importante mantenerlo sempre in equilibrio.
I problemi di salute iniziano proprio quando questo equilibrio si altera, a causa di tossine, farmaci, stress e soprattutto delle cattive abitudini alimentari.

Come mantenere in equilibrio il microbiota intestinale

I due pilastri su cui si basa l’equilibrio del microbiota intestinale sono una dieta bilanciata ed uno stile di vita sano.
L’acidità provocata da certi alimenti infatti, promuove l’instaurarsi di un ambiente favorevole ai batteri “cattivi”, a discapito di quelli “buoni”.
È bene quindi non esagerare con l’assunzione di proteine, che sono acidificanti, e ridurre - o ancor meglio eliminare - il consumo di zucchero, dolci, cibi raffinati e prodotti industriali confezionati.
Sono da preferire invece le verdure, la frutta fresca e la frutta secca a guscio, i legumi e i cereali integrali.

Ricchi di nutrienti, di vitamine e minerali, contengono anche un buon quantitativo di fibra, che favorisce il transito intestinale, evitando che le tossine si fermino a lungo nell’intestino.
Una corretta idratazione è altrettanto importante per combattere la stitichezza e favorire l’eliminazione di scorie acide.
Un uso limitato ma quotidiano di alimenti fermentati come lo yogurt, i crauti o alcuni derivati della soia tra cui il miso e il tempeh, è un nutrimento ulteriore per la flora batterica.
L’attività fisica, leggera ma regolare, insieme a pratiche di rilassamento, come la meditazione o lo yoga, sono ulteriori fattori che indirettamente influenzano la salute del nostro intestino, andando ad abbassare i livelli di stress, che è un’altra importante causa di squilibrio del microbiota.

Disbiosi intestinale: cos’è e cosa provoca.

La disbiosi intestinale consiste nell’alterazione dell’equilibrio del microbiota, quando batteri “cattivi” proliferano a discapito di quelli “buoni”. È una condizione che può avere numerose conseguenze negative per la salute.
La disbiosi può causare i tipici disturbi intestinali come gonfiore, colite, stitichezza, diarrea, ma è anche causa di problemi metabolici e immuntari.

Un microbiota alterato è infatti responsabile di uno scorretto assorbimento dei nutrienti, soprattutto di zuccheri e grassi, predisponendo le persone a diabete, sovrappeso e obesità.
L’intestino è inoltre strettamente correlato anche al sistema immunitario, producendo anticorpi e ostacolando l’assorbimento di sostanze nocive.
Un suo malfunzionamento va quindi ad iperattivare il sistema immunitario, che si destabilizza e va a colpire anche gli altri organi. Questo spiega come la salute dell’intestino sia anche correlata all’insorgenza delle sempre più numerose malattie autoimmuni, come ad esempio la psoriasi, il lupus, la colite ulcerosa e la sclerosi multipla.

Tenere sotto controllo la disbiosi è stato dimostrato essere importante anche per le funzioni cerebrali.
Il rapporto intestino - cervello infatti è di tipo bidirezionale.
Si è sempre pensato che lo stress e le emozioni negative in generale, potessero avere conseguenze negative sulla salute dell’intestino, ma recentemente è stato dimostrato anche il contrario.
Un microbiota alterato può avere ripercussioni anche sulle funzioni nervose cerebrali e contribuire quindi all’insorgere di malattie degenerative come il Parkinson e l’Alzheimer.

I fermenti lattici per prevenire e curare la disbiosi intestinale

Prevenire o eventualmente curare la disbiosi intestinale è sicuramente un’ottima scelta viste tutte le implicazioni che ha sulla salute.
Controllare l’alimentazione, fare attività fisica e tenere sotto controllo lo stress sono ottime strategie, anche se purtroppo non sempre facili da mettere in pratica.
Proprio per questo motivo, è bene mantenere sempre in salute e in equilibrio il nostro intestino, servendoci dei fermenti lattici, batteri vivi ed attivi, utili a rinforzare il nostro microbiota.
Li possiamo trovare negli alimenti fermentati o in maggiori quantità in alcuni integratori, come ad esempio la linea Fermental di Esi.
Se ne consiglia l’assunzione nei periodi di maggiore stress, quando si devono affrontare terapie antibiotiche, nei cambi di stagione o anche ciclicamente per essere sicuri di mantenere in equilibrio la flora batterica intestinale, così importante per la nostra salute.

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